ATTACCHI DI PANICO

Attacca il Panico!

Sempre più spesso sentiamo parlare di disturbi d’ansia e, in particolare, di attacchi di panico.

Paola, di 28 anni, impiegata in una grande azienda, descrive così il suo primo episodio – “Improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, ho provato una sensazione di morte, sentivo il cuore esplodere, mi sentivo svenire, non riuscivo più a respirare”. Paola si reca al Pronto Soccorso, la sottopongono ad accertamenti clinici, ma non le viene riscontrato nulla di rilevante. Solo dopo ulteriori accertamenti viene diagnosticato un disturbo d’ansia, nello specifico un disturbo di panico.

Gli attacchi di panico si manifestano di frequente con la sensazione di morire, di perdere il controllo della situazione e di non riuscire a respirare.

I sintomi tipici che caratterizzano un attacco di panico sono i seguenti:

Paura di perdere il controllo o di impazzire

Sensazioni di sbandamento, instabilità,vertigini.
– Tremori fini o a grandi scosse

– Tachicardia/polso accelerato
– Sudorazione
– Sensazione di soffocamento
– Dolore, fastidio al petto o allo stomaco
– Sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione

Brividi o vampate di calore
– Sensazioni di intorpidimento, formicolo, insensibilità delle mani
– Nausea o disturbi addominali

Sensazione di asfissia (stretta o nodo alla gola)

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’età di esordio del disturbo di panico si colloca tra l’adolescenza ed i 30/35 anni. I soggetti più colpiti hanno tra i 25 ed i 45 anni di età (DSM-IV-TR, 2001). Il disturbo di panico ha frequenza 2-3 volte superiore nelle donne rispetto agli uomini.

Durante un attacco di panico, pensieri catastrofici e incontrollati riempiono la mente. Alcune persone, che presentano una crisi d’ansia, temono la presenza di una malattia non diagnosticata, pericolosa per la vita (per es. infarti, cardiopatie, patologie allo stomaco, epilessia). In molti casi si ripetono svariati esami medici ed indagini che non rilevano patologie cliniche di rilievo.

La preoccupazione per il prossimo attacco di panico è associata con lo sviluppo di condotte di evitamento (es. evito il cinema se il primo attacco si è verificato al cinema) che può determinare una vera e propria Agorafobia, in questo caso viene diagnosticato il Disturbo di Panico con Agorafobia. Quest’ultima è la paura o il disagio che il soggetto prova quando si trova in ambiti non familiari o in ampi spazi all’aperto. La persona pensa di non riuscire a controllare la situazione, così evita i luoghi nei quali pensa si possa ripetere l’episodio.

L’attacco di panico può essere un sintomo di un malessere più ampio che chiede di essere affrontato con figure professionali. Nella cura degli attacchi di panico la psicoterapia, sia di tipo cognitivo comportamentale (CBT) che di tipo psicodinamico (PDT), si è dimostrata uno strumento efficace.

Nel corso di una psicoterapia si costruisce un rapporto di fiducia con il terapeuta, nel quale si possono modificare i pensieri disfunzionali che hanno favorito l’esordio e il mantenimento del disturbo d’ansia.

Le emozioni inascoltate necessitano di uno spazio di ascolto adeguato, la psicoterapia è il luogo più adatto per iniziare questo percorso.

E’ necessario chiedere aiuto a professionisti qualificati per affrontare e risolvere il problema attraverso percorsi personalizzati.

Stare bene è un obiettivo possibile.

Dr.ssa Silvia Parmigiani

Psicologa Psicoterapeuta

Ortopedia Funzionale, il nostro fiore all’occhiello

Città di Fidenza punta sull’eccellenza e l’aggiornamento continuo   nella cura delle patologie e delle disfunzioni della colonna vertebrale con l’Ambulatorio di Ortopedia Funzionale, diretto dal Dr. Giovanni Magnani – Specialista in Medicina Fisica, Riabilitazione e in Neurologia.

Il  rappresenta oggi un importante riferimento nel territorio, che sta raggiungendo ampia fama per un approccio specialistico  che unisce le terapie tradizionali per la diagnosi e la cura del rachide a metodologie “alternative” come la chiroterapia e l’ossigenoterapia.

“Tale approccio integrato ci caratterizza rendendo il nostro reparto particolarmente adatto ai casi di colonne vertebrali “difficili” – spiega il Dr. Magnani – spesso invisibili agli strumenti diagnostici di imaging e refrattarie alle cure tradizionali

 

Per ogni paziente, dopo la visita neuro-fisiatrica, viene definito un progetto terapeutico  con la scelta dei trattamenti più idonei per passare subito dopo a una fase di informazione-educazione finalizzata a prevenire le recidive e a preservare salute e benessere.

CHIROTERAPIA

 La Chiroterapia (terapia con le mani) è il trattamento della colonna  vertebrale  mediante tecniche di manipolazione manuale direttamente sulle articolazioni vertebrali posteriori. Viene utilizzata con effetti  rapidi e duraturi sul dolore (solitamente già durante la prima seduta il paziente avverte un miglioramento, che viene stabilizzato nella seduta successiva) ma anche curativi per ripristinare la mobilità e riequilibrare la postura.

La Chiroterapia è applicata nei pazienti con lombalgia, cervicalgia, lombosciatalgia e cervicobrachialgia, così come nei casi di vertigini di origine cervicale, nella cefalea muscolotensiva, negli esiti post-traumatici (colpo di frusta) e in vari tipi di rigidità vertebrale.

Viene  direttamente  praticata dal   Medico Specialista, dopo un’accurata diagnosi che garantisca al paziente di essere trattato la cura  senza dolore e in assoluta sicurezza.

OSSIGENO-OZONOTERAPIA (OOT)

L’Ozonoterapia,  praticata secondo i protocolli clinici della SIOOT riconosciuti dal Ministero della Salute, è di particolare utilità nella cura dell’ernia discale e dell’artrosi vertebrale. La letteratura scientifica (oltre 1900 lavori su PubMed) riconosce ampiamente a questo tipo di trattamento un’efficacia terapeutica, il cui impiego è incoraggiato anche per la quasi assenza di controindicazioni come l’incidenza di effetti collaterali e l’interazione con altri farmaci.

Tra le varie proprietà medicali del gas ozono, l’effetto anti-infiammatorio ed analgesico ne motivano l’efficacia in numerose patologie dell’apparato locomotore: artrosi, malattia del disco cervicale e lombare, tendinopatie, mialgie, sindromi da intrappolamento nervoso, artriti, sindrome dolorosa dell’articolazione temporo-mandibolare, fibromialgia.